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Federico dialoga con la cittadinanza di Venegono Inferiore (VA)

Sala Comunale – 25/5/2026

(Essere autistico non verbale)

Io ho il dono del silenzio. Non poter parlare è bellissimo. Si apre l’osservazione profonda della realtà, si ascolta, si riflette. Se mi fosse capitato di parlare mai sarei diventato scrittore e sarei stato relegato ad una vita superficiale.

Essendo più profondi potremmo dire che le radici dei pregi e quelle dei difetti sono inseparabili.

(Come vivevi il tuo autismo da bambino)

Ero triste perché tutti attorno mi proiettavano addosso la disperazione dell’autismo. Invece essere autistico è meraviglioso.

(Autismo non verbale e linguaggio)

Per rispondere a Sonia, per me l’italiano è lingua straniera. La mia lingua madre è il pensiero pre verbale.

(Federico descrive suo padre)

L’ho tirato su bene. I genitori possono darci delle soddisfazioni.

È una persona integra. Ciò che pensa dice e fa. Organizzatore micidiale. Lavoratore inarrestabile.

(Una riflessione sulle mamme dei ragazzi autistici)

Mamma addolorata è parte del problema. Mamma entusiasta è il motore della soluzione. Secondo me, il tuo compito è essere felice. Il nostro handicap è che i non autistici non credono nelle nostre capacità. Noi siamo felici e voi tristi per noi. Ma non sarete strani?

(Domanda su cosa ha provato la prima volta che ha comunicato con il computer)

Una grande gioia. Ora mi manca solo di diventare magro.

(Se ti è capitato di non essere accettato)

Sì e lo rispetto. La radice della mia libertà è la capacità che ho di lasciare liberi gli altri.

(Consigli ai non autistici)

Io fossi in voi rallenterei, ricercherei il silenzio, cercherei di essere più essenziale. Vivrei basico. Riducendo le cose la vista diventa più penetrante e il carico più leggero. Potreste vedere la vostra missione, il continente sconfinato della vostra felicità.

(Qualcuno nota che in sala ci sono poche persone)

Non siamo pochi. Ogni persona è un universo infinito.

(Domanda su cosa resterà nei presenti finito questo incontro)

Abbiamo gettato un seme. Domani, mentre farai altro, questo seme autonomamente germoglierà dentro di te. Tra trenta anni sarai una persona diversa da quella che saresti stata perché ogni esperienza autentica devia il nostro percorso di vita per sempre.

Pubblicato inScuole e Università

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