Tradate (VA) 26/05/2026
(Qual’è la prima cosa che hai notato entrando in questa scuola?)
Che questa scuola è molto bella. Sembra una università americana. Poi il silenzio è sublime.
Qual è il primo dettaglio che hai notato entrando in questa Aula Magna?
Il soffitto di legno a vivo. Mi piace molto.
Qual è la cosa che preferisci fare?
Il silenzio per i cinque sensi. È meraviglioso.
Qual è il luogo che preferisci?
Il bosco. Lì accadono tante cose ma nessuna mi aggredisce.
Ti vedi ancora con i tuoi compagni di classe?
Sì. Spesso. Ci vediamo due o tre volte l’anno.
In quali altre forme comunichi, oltre che con il computer?
Comunico molto non verbale con il mio corpo ma nella nostra civiltà pochi osservano veramente.
Che tipo di musica ti piace?
Adoro Champion Jack Dupree. Amo i pianisti di boogie, il blues delle origini, la bluegrass music e suono percussioni su musica cubana.
Si può essere autistici e un po’ raffinati nei gusti.
Quali film ti piacciono?
Tutti i generi. Guardo di tutto. Forse un filo di passione in più per i thriller.
Sei felice di essere autistico?
Ovvio che si. La percezione sensoriale è meravigliosa. Poi posso stare zitto e nessuno si offende.
Qual è la cosa che più non ti piace?
La dieta.
Che rapporto hai con il contatto fisico con gli altri?
Io bene. Abbraccio volentieri i miei amici. Gli autistici che vanno in crisi per il contatto fisico credo abbiano paura della percezione di contatto che emerge nella loro mente.
Quali lingue parli oltre all’italiano?
Parlo un po’ di inglese. Ma la mia lingua madre è il pensiero pre verbale.
Quando hai imparato a scrivere al PC?
Ve lo faccio illustrare dal mio giovane assistente. Facciamoli crescere questi ragazzi.
Qual è il senso della vita per te?
Il senso conosco quello dei primi 32 anni. Credo che il senso della vita continui a manifestarsi fino all’ultimo giorno. Per cominciare bisogna credo realizzare che prima di costruire qualcosa nella vita bisogna fare spazio demolendo dentro di noi tutto ciò che è inutile. Questa essenzialità di vita dona occhio penetrante per vedere il senso della propria vita che chiamerei missione, ossia il continente sconfinato della nostra gioia.
Credi in Dio?
Sì, ma Dio è più bravo nel credere in me.
Che rapporto hai con il disegno?
Nessuno. Amo le mostre d’arte.
Come posso essere felice, in particolare modo quando sono triste?
Entra dentro la tua interiorità con il lanciafiamme. Brucia tutto. Sii violenta verso il tuo io e non avere pietà di te. Ciò che è vero è indistruttibile. Ciò che è illusione brucia. Io faccio così. Per capire quando avrai finito, fai attenzione all’emergere della gioia basica. Quando sarai felice di fare la doccia quando sei sudata, di dormire quando hai sonno, di mangiare quando hai fame, sarai diventata una persona essenziale, quindi, libera dai fantasmi della mente.
Hai fratelli o sorelle? Se sì, che rapporto hai con loro?
Ho un fratello e una sorella.
Leonardo è uno chef; io mangio, quindi ottimo.
Arianna da ordini, io eseguo e nessuno si farà del male.
Quando eri piccolo eri triste per il fatto di essere autistico?
Mi avevano convinto che era una disgrazia ma in verità non ci capivano nulla.
Alla fine dell’incontro Federico condivide con i presenti questa ultima riflessione e augurio:
Mi raccomando tutti gli isolati di questa scuola. Vedeteli, cercateli, siate loro amici.
Costruite un futuro a esclusione zero.
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