Istituto Comprensivo “E. Montale” di Gattico – Veruno (NO)
Incontro di Federico De Rosa con gli alunni – mattina del 14 Novembre 2025
Ciao a tutti.
- Quanti anni hai?
32
- È stato difficile il tuo percorso?
È stato un percorso.
- Come ci si sente a vivere l’autismo in prima persona?
Molto bene. L’autismo è meraviglioso. La percezione sensoriale è imponente. Peccato che non vi sia possibile provare.
- Come riesci a scrivere così bene?
Sono stato a scuola e diversamente attento.
- Federico è un bravo scrittore, è grandioso e spettacolare.
Grazie. Anche tu. Quanto coraggio nella tua voce.
- Perché hai iniziato a scrivere libri?
Volevo aiutare autistici e non autistici a capirsi. Mi sembrava che ce ne fosse bisogno.
- Qual è il tuo libro preferito?
La mia africa di Karen Blixen perché è un libro emozionale. L’africa è solo il terreno di gioco.
- Cosa ti piace dell’autismo?
Il silenzio. Io amo il silenzio. Sentite che pace ora che è finito il brusio? Il silenzio è la vetta della comunicazione.
- Quanto tempo hai impiegato a scrivere il tuo primo libro?
Da ottobre a maggio.
- Come fai a scrivere delle frasi così belle?
L’autismo non è solo limite.
- Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Stare nel bosco.
- Hai già pensato di cosa tratterà il tuo prossimo libro?
Si. Si chiamerà la felicità difesa. Gli auto-proclamati normali sono troppo infelici. Noi autistici dobbiamo aiutarli.
- Sei mai stato vittima di bullismo?
No. Io per i bulli sono inquietante perché incomprensibile.
- Com’è cambiato l’equilibrio familiare dopo aver scoperto dell’autismo?
Mi sentivo solo perché non potevo comunicare ma il loro amore e la loro fede in me sono stati incrollabili.
- Ti sei mai innamorato?
Si, sono stato innamorato ma per me le ragazze parlano troppo. Io mi confondo. Mi piacerebbe una ragazza autistica zitta come me per stare zitti insieme.
- Chi è la persona che ti ha aiutato di più oltre la tua famiglia?
Il mio amico Matteo.
- Come vedi attualmente il mondo?
Io il mondo lo vedo molto bene. Il male è potente, molto organizzato e comunica benissimo. Vuole farci credere che non c’è speranza. Il bene è una marea incalcolabile di piccoli atti nascosti di giustizia e di solidarietà. Il bene sta vincendo. Io ne sono sicuro.
- Che emozioni provi mentre scrivi un libro?
Bellissime. Io ho il dono del silenzio. Nel silenzio osservo e rifletto. Quindi quando scrivo una parola viene da molto profondo, da molto lontano.
- Cosa provi quando non vieni capito?
Non è un problema. gli altri non esistono per capire me. Si può essere incompresi e felici. Basta non avere una sola pretesa in tutto l’universo. Avere aspettative è perdere la proprietà sulla mia felicità perché poi non dipende più da me ma da ciò che pretendo.
- Qual è il tuo cibo preferito?
Il cinghiale. Dagli affettati alla marmellata.
- Come i tuoi cinque sensi sono ampliati lo sono anche i tuoi riflessi?
Sono un potente viso percettivo. Governo molto bene i miei movimenti e credo di avere molta memoria muscolare e cinetica.
- Che progetti hai per il futuro?
Nessuno. Io ho due grandi amori che si chiamano qui e ora. Qui e ora voi siete tutta la mia vita e tutta la mia gioia. Inutile desiderare altro. Poi oggi pomeriggio si vedrà.
- Che emozioni provi quando comunichi con la gente?
Sono felice di comunicare ma ho anche bisogno di stare da solo per riposare.
- Hai fatto sport?
Si. Nuoto. Ora canottaggio. Amo molto camminare nei boschi.
- Qual è il tuo cartone animato preferito?
Monsters e co. Parla di me.
- Come ti senti a stare qui oggi?
Qui sono felice. Di più. Mi sento realizzato. È la mia missione. Io esisto per fare questo. Non credo basti fare cose buone. Ciascuno dovrebbe chiedersi qual è il bene profondamente suo. È unico. È la propria missione. Il proprio compito nell’universo.
- Hai mai fatto terapie con gli animali?
Si. Da piccolo con un cavallo. Senza parole ci dicevamo tante cose. Ci capivamo ed eravamo amici.
- Che musica ascolti?
Suono percussioni su musica cubana. Amo ascoltare i pianisti di boogie woogie.
- Come si fa a scrivere un buon libro?
Devi scavare dentro di te per trovare ciò che ti rende unica nell’universo. Il cosmo sta attendendo da te quel libro lì.
- Quando fai il compleanno?
Il 22 novembre.
- Chi ti ha aiutato a intraprendere il tuo percorso di crescita?
Papà, il mio giovane assistente.
- Cosa non ti piace dell’essere autistico?
Che arrivo sempre ultimo a capire cosa succede.
- Ti immaginavi questo futuro per te?
No. Mai. Ma meglio provare a non immaginare. Il futuro ci sorprende sempre. Essere sicuri di qualcosa è una illusione.
- Qual è il tuo genere di libri preferito?
Non ho un genere preferito.
- Hai mai provato invidia?
No mai. Sono felice dei successi di tutti. Paragonare la propria vita a quella degli altri è una illusione. Ogni vita è un pezzo unico.
- Vorresti non essere autistico?
No. Vorrei tanto farvi vivere un giorno come me perché è bellissimo.
- Com’è il rapporto con i tuoi fratelli?
Bello. Ci vogliamo molto bene. Leonardo cucina e io mangio. Arianna comanda, io ubbidisco e nessuno si farà del male.
- Sei uno studente speciale e coraggioso.
Grazie. Anche tu.
- Qual erano le tue materie preferite?
A scuola, amavo chimica e latino. Non le studiavo, le contemplavo, e venivo sospinto avanti dallo stupore.
- Frequenti una chiesa?
Credo in Dio e nella mia parrocchia faccio parte del Consiglio Pastorale che aiuta il parroco.
- Federico cosa vuoi dire a tutti questi ragazzi che ti stanno ascoltando?
Ho visto che avete alcuni autistici in questa scuola. Vi prego, credete in loro e aiutateli. Siate loro amici, per favore. Loro lo sentono anche se non sembra. Io non posso restare qui. Li affido a voi. Ci state?
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